Street art

Tocco di colore nella fabbrica abbandonata

Questa esplosione di street art prende vita all’interno di una fabbrica di laterizi abbandonata sul litorale sud di Roma.

La fabbrica è stata costruita nella seconda metà del secolo scorso quando l’edilizia a Roma si stava espandendo in maniera esponenziale. In quel periodo la sua attività produttiva era molto florida poichè la domanda di materiali da costruzione era elevatissima.

Verso gli anni 90 invece la crisi edilizia portò al fallimento ed al successivo abbandono dello stabilimento.

All’interno sono rimasti gli scheletri dei capannoni industriali. Il loro perimetro è costituito da muri di mattoni rossi. Il tetto non è più presente, ma è rimasta solo la struttura portante in travi d’acciaio intrecciate. Proprio queste travi, in una giornata limpida e con un cielo terso, lasciano passare i raggi del sole segnando strisce di ombra sul cemento. Quando si entra l’impatto visivo è molto forte e suggestivo.

Oltre ai capannoni troviamo una struttura su due piani in cui probabilmente erano presenti gli uffici amministrativi, anch’essa in totale rovina e abbandono.

Iniziamo dall’interno di questa palazzina dove troviamo numerosi murales probabilmente risalenti a più di 10 anni fa. Gli stili sono diversificati: graffiti (‘lettering’) anche sovrapposti da altre scritte e dediche, due murales in bianco e nero raffiguranti volti estremamente comunicativi, graffiti con il proprio puppet.

I puppet sono figure diverse dalle classiche lettere, spesso hanno sembianze umane oppure animalesche e danno maggiore incisività ai graffiti.

Tra un murale e l’altro troviamo però anche calcinacci, sanitari rotti, materassi e sedie rovesciate.

A voi le immagini….

Infine ci dirigiamo all’interno dei capannoni industriali dove i murales sono stati realizzati sopra muri di mattoni rossi che rendono ancora più accattivante la street art di questo luogo.

Ce ne sono tantissimi, alcuni recenti altri meno. Molti riportano la firma di nomi noti tra cui Hero e TNT.  Girando ancora trovo quello di Tromh, un giovane writer scomparso prematuramente che voleva colorare i muri per togliere il grigiore del degrado urbano, in particolar modo nella sua cittadina, Monterotondo, alle porte di Roma.

Il suo murales lo potete riconoscere facilmente dal teschietto verde, segno distintivo di ogni sua creazione.

Come si può facilmente notare dalle foto, questi murales sono stati realizzati esprimendo liberamente la propria creatività e il proprio linguaggio, senza essere commissionati da nessuno. Ogni writer ha trovato il suo spazio per esprimersi e per lanciare un messaggio. Il risultato è un mix di colori e scritte che hanno ridato un po’ di vita a questo ennesimo edificio industriale abbandonato.

murales di Tromh

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