Street art

Un giorno da fotografa errante

E’ sabato pomeriggio, mi trovo in un piazzale isolato e deserto davanti ad alcuni edifici abbandonati, misteriosi e in rovina alla periferia sud ovest di Roma. Sono in macchina con la pioggia battente che ostacola la visibilità, in attesa dei miei compagni d’avventura, che non conosco e non ho mai visto prima.

Oltre la scoperta l’ignoto…

Ci siamo incrociati virtualmente solo qualche giorno fa e mi hanno immediatamente coinvolto in un’escursione.

Non nascondo che questo salto nell’ignoto nella vita reale non sia affatto nelle mie corde. In genere pianifico, controllo, mi assicuro che tutto debba andare secondo i piani. I miei piani.

Ma fa parte del gioco, di questo gioco che ho scelto di giocare. Angoli fuori dal tempo è anche questo.

Il mio entusiasmo è incontenibile come anche la tensione che mi accompagna ogni volta che mi preparo a intraprendere questo tipo di esplorazione. E stavolta è tutto amplificato.

Eccoli son arrivati, l’avventura ha inizio….

Fotografia errante

Prima di sabato, non conoscevo personalmente le due guide che mi avrebbero aperto le porte di questo sito abbandonato, ma avevo letto tutto di loro, li seguo sui social e sul loro famosissimo blog Fotografiaerrante. da svariato tempo.

Nei loro articoli raccontano con immagini bellissime e suggestive cos’è la street art nei luoghi dismessi, sgomberati e dimenticati da tutti. Non solo fotografano pezzi già realizzati, ma seguono molti artisti dal vivo durante le loro creazioni, a volte suggerendo gli spazi ed i luoghi da personalizzare con queste magnifiche opere d’arte, come nel caso della chiesetta abbandonata di Santa Maria ad Magos.

L’incontro con loro è nato da una bellissima coincidenza. Leggendo un loro articolo sull’ evento di inaugurazione del murales di Piskv dedicato a Kobe, ho trovato un’immagine di me intenta a scattare, con la mia fidata reflex, una foto alla coloratissima opera di Piskv. Ero proprio io in quella foto! Incredibile.

Io che li seguivo assiduamente nel blog, ero allo stesso evento con loro e non lo sapevo e sono diventata soggetto di una loro foto! La sorpresa e la soddisfazione hanno raggiunto picchi mai visti prima.

Il Sabato successivo abbiamo fissato l’appuntamento in quel parcheggio davanti all’entrata del sito abbandonato e ho avuto così la possibilità di esplorare e fotografare insieme a fotografiaerrante la sede dismessa di una famosissima azienda italiana!! Un sogno diventato realtà!

Scesa dalla macchina e fatte le dovute presentazioni, tutta la tensione è svanita in pochi attimi. In questa avventura ci hanno accompagnato anche tre ragazzi appassionati ed espertissimi di street art. Con tutti si è instaurato fin da subito un rapporto confidenziale che spesso non si riesce a raggiungere in anni di amicizia, segno che la comunanza di una grande passione accorcia le distanze ed il mondo virtuale si concretizza in qualcosa di bello.

Tra murales e vecchi ricordi

Fotografiaerrante, che conosceva perfettamente questo sito, ci ha guidato tra stanze buie, scale rotte, vetri frantumati e passaggi bui, trasferendoci sicurezza e calma e raccontandoci aneddoti e caratteristiche dei murales incontrati. Dire che mi sentivo come Alice nel paese delle meraviglie oppure come mio figlio davanti ad un vaso di 5kg di nutella, era poco. 

I miei occhi sono stati conquistati anche da tutti i ricordi che i vecchi abitanti dell’edificio hanno lasciato al momento dello sgombero, avvenuto circa venti anni fa. Tutti i documenti lasciati negli armadi, per terra, sulle scrivanie rotte riportavano date che risalivano perfino al secolo scorso. Si respiravano pezzi di storia e di storie lì dentro. La memoria e la fantasia possono fare viaggi tra quei fogli. Pensare che quei lembi di carta siano stati toccati da persone appartenenti ad un’altra epoca, che magari avevano riposto in quel biglietto speranze, sogni, amori, sofferenze, mi ha fatto sentire per qualche istante una di loro. In un’altra epoca. In un’altra pelle.

Abbiamo visto stanze il cui pavimento era ricoperto da un tappeto di biglietti emessi negli anni novanta con l’importo ancora in lire; locandine di eventi organizzati dall’azienda, documenti della struttura che si occupava della logistica, archivi, computer, mobilio che ora fa parte di una storia andata.

Siamo rimasti all’interno per circa tre ore, in cui abbiamo esplorato, ma anche chiacchierato, scherzato, riso, ci siamo consigliati angoli da fotografare. Il tempo, come sempre in questi luoghi solitari e silenziosi, ha perso la sua dimensione. Si è fermato nell’ istante in cui siamo entrati lasciando fuori dal cancello ogni cosa di noi.

Fotografia ‘in volo’ 

Vi lascio in compagnia di alcune fotografie che ho scattato per testimoniare come questo enorme ecomostro abbandonato è stato per anni un luogo di condivisione dove si sono svolte riunioni di lavoro, workshop, eventi. Lo hanno occupato per decenni, migliaia di dipendenti che ogni giorno passavano parte della loro giornata seduti alle proprie scrivanie , chiacchierando al bar in pausa caffè (il bar ha ancora sul pavimento tazzine e piattini rotti in mille pezzi) mangiando a mensa e passeggiando nei cortili.

Prima però le foto dei murales e dei graffiti nascosti tra queste mura in declino in particolar modo i tre pezzi di 0707, uno street artist romano famoso per i suoi straordinari volti femminili.

Esplorazione urbana

Ora è rimasto il silenzio ed il degrado. Molti documenti ritrovati sono fermi alla data dello sgombero. Purtroppo è un sito che è stato notevolmente vandalizzato nel corso d questi anni di abbandono.

Di seguito i pezzi ‘unici’ ritrovati all’interno.

Altre strutture situate all’interno dei due edifici abbandonati.

Esterno

Siete riusciti a capire in che luogo siamo? 🙂 Gli indizi sono chiari!!!

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